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Pizzardone
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Il mwawpizzardone (mwbapizzardóne in mwbqromanesco, mwbgpizzardó nei mwbwdialetti marchigiani centrali, mwcapizardó in mwcqanconitano) è il nome colloquiale dei vigili urbani in diverse zone dell'mwcgItalia centrale.

Nel mwdadialetto milanese corrisponde alla parola mwdqghisa, nel mwdgdialetto torinese alla parola mwdwcìvich, nel mweadialetto genovese alla parola mweqcantunè, nel mwegdialetto veneziano alla parola mwewmwfaghebo, e nel mwfqdialetto triestino alla parola mwfgtubo, dalla tipica forma del cappello.

Contents

Note

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Etimologia

L'mwiaetimologia del nome, la cui prima attestazione scritta in mwiqitaliano nel significato corrente risale al mwig1871, deriva dal caratteristico cappello a doppia punta (detto in dialetto mwiwpizzarda appunto) che erano soliti portare i membri della mwjqpolizia municipale mwjgromana nell'mwjwOttocento. La voce mwkapizzarda deriva a sua volta da mwkqpizzo, 'punta', (e, per estensione, 'becco') e dal suffisso di origine germanica mwkg-ardo,a (cui è "legata quasi sempre l'idea di qualcosa di eccessivo e di esagerato"cite-ref-1[1]).

In origine mwnqpizzarda indicava in romanesco soltanto una specie di uccelli: la mwngScolopax Gallinago L. cioè, in italiano, il mwnwbeccaccinocite-ref-2[2], così chiamato per il suo vistoso becco o, in romanesco, mwpapizzo. Quindi, proprio a partire dall'associazione tra il beccaccino e il cappello a feluca, ancora usato nelle cerimonie dell'Ottocento da diplomatici, generali e ammiragli, nonché quotidianamente dai mwpqpizzardoni, derivò l'estensione semantica del termine mwpgpizzarda ad indicare oltre alla specie aviaria anche il copricapo a punta. Già mwpwDossi, nelle mwqaNote azzurre recepiva il romaneschismo ed adoperava mwqqpizzarda nel senso di felucacite-ref-3[3]. Dunque il suffisso mwrg-one, che ha due significati, in questo caso non avrebbe la funzione di accrescitivo (l'idea relativa è peraltro già fornita da mwrw-ardo,a), ma l'altra di "esprimere una particolarità o qualità caratterizzante, senza che in primo piano vi fosse l'idea della grossezza"cite-ref-4[4], cioè quella di portare il vistoso copricapo a punta della mwtapizzarda.

È stata tuttavia autorevolmente avanzata anche un'altra spiegazione etimologica di mwtgpizzardone, solo in parte diversa. Fatta salva la metafora aviaria, il nome delle guardie municipali romane deriverebbe dal paragone istituito non con la pizzarda (il mwtwbeccaccino cioè: vedi sopra), ma con una specie di uccelli diversa. Tra i tradizionali ornitonimi romaneschi esiste infatti anche proprio mwuapizzardone, che designa il mwuqmwugcroccolone , uccello diverso dalla mwuwpizzarda e che un tempo era presente nei luoghi acquitrinosi dell'mwvaAgro Romano, soprattutto in primavera, più scarso in autunno. Era dotato di una carne squisita e per questo era oggetto di caccia. Forse il nome dei pizzardoni romani deriva direttamente da luicite-ref-5[5]. Questa spiegazione, più economica e quindi a prima vista maggiormente convincente, non tiene però conto del fatto che le guardie municipali, sul finire dell'Ottocento, potessero essere chiamate anche mwwqpizzardecite-ref-6[6], ciò che rende infine più probabile la prima ipotesi.

La prima attestazione in assoluto del termine mwxwpizzardone in italiano si ha nel mwyaSupplimento a' vocabolarj italiani del mwyqmilanese mwygGiovanni Gherardini nel mwyw1853cite-ref-7[7].

L'uniforme del pizzardone

Oltre al caratteristico copricapo a mwcqpizzo di colore nero e dal cui centro si spandevano sulla calotta numerose piume di mwcgcappone, l'uniforme del pizzardone prevedeva una giubba di panno sempre nero che s'allungava a mo' di sottana un po' più giù dei ginocchi, lasciando scoperti in basso i pantaloni filettati ai margini delle cuciture con una zagana di colore rosso.

La vita era stretta da una larga cintura di cuoio verniciato nero, la quale sorreggeva a mezzo di tiranti dello stesso cuoio la mwdasciabola dall'elsa di ottone lucente. Nei giorni festivi e nelle cerimonie ufficiali erano indossate, non senza un certo sussiego, fregi e cordelline intrecciate che ponevano in bella mostra i colori giallorossi di Roma che dalle spalline scendevano a cerchio sul petto e finivano molleggiando sui fianchi.

Per un non breve periodo la Giunta Municipale volle che i mwdgpizzardoni adottassero nella loro divisa l'uso degli stivaloni, che furono subito ribattezzati popolarmente "sorbettiere", come i profondi recipienti in cui si manipolavano i gelati.

Questa divisa rimase pressoché immutata fino al primo mweaNovecento quindi, attraverso varie modificazioni, si è giunti all'attuale uniforme estiva bianca, ma l'uso di denominare i mweqvigili urbani mwegpizzardoni nei romani non si è modificato:

«T'hanno vestito da cartagginese ma sempre pizzardone sei!»

(Pietro Scarpa, Vecchia Roma, Roma, ERS, 1957 (3° ed.), p. 230)

Il pizzardone nella cultura e nell'arte

A mwgwRoma, durante il periodo in cui i vigili urbani portavano la mwhapizzarda, era in uso il seguente mwhqstornello, in cui si paragonava la loro feluca alla forma a barca della mwhgfontana di Piazza di Spagna:

«Fiore de uvaccia,

li pizzardoni porteno la treccia, in testa j'hanno messo la barcaccia.»

(Stornello popolare romanescocite-ref-8[8])

La figura del mwjqpizzardone, molto presente nell'immaginario collettivo dei romani, ha ispirato la produzione di varie opere: una commedia dal titolo mwjgEr pizzardone avvelito fu scritta dal drammaturgo romanesco mwjwGiggi Zanazzo; mwkaIl pizzardone è anche il titolo di un quadro del pittore romano mwkqDomenico Cucchiari del mwkg1930, conservato al mwkwMuseo di Roma a Palazzo Braschi. Un famoso mwlapizzardone, ancorché fasullo, fu il beffardo Mandrake di mwlqGigi Proietti nel film mwlgFebbre da cavallo, ma il più celebre dei mwlwpizzardoni nella mwmafinzione cinematografica è stato il personaggio di Otello Celletti interpretato da mwmqAlberto Sordi, protagonista del film mwmgmwmwIl vigile del mwna1960, per la regia di mwnqLuigi Zampa. Il termine veniva utilizzato anche dialettalmente da mwngVittorio De Sica in mwnwmwoaLadri di biciclette (mwoq1948)cite-ref-9[9].

Il termine, ormai uscito dall'ambito locale, è diventato patrimonio comune della cultura italiana, come attesta il suo uso a livello letterario da parte di vari autori non romani: oltre al già citato mwpwCarlo Dossi, si ricordano a titolo di esempio anche mwqaGrazia Deleddacite-ref-10[10], mwrqDe Amiciscite-ref-11[11], mwsgArdengo Sofficicite-ref-12[12], mwtwAlfredo Panzinicite-ref-13[13], mwvaMalapartecite-ref-14[14], mwwqGadda (non solo nel mwwgPasticciaccio)cite-ref-15[15], mwxwTotòcite-ref-16[16], mwzaDario Focite-ref-17[17].

Negli mw0ganni sessanta il disegnatore mw0wJacovitti realizzò per la mw1aGeneral Motors un dépliant pubblicitario con all'interno un gioco, simile al mw1qgioco dell'oca, intitolato il mw1gGioco del Pizzardone, in cui era protagonista un vigile urbano contro alcuni automobilisti. A mw1wReggio Emilia, a partire dal mw2a1948, è edito mw2qIl pizzardone, periodico d'informazione dedicato ai vigili urbani.

Note

cite-note-11. mw4aGerhard Rohlfs, mw4qGrammatica storica della lingua italiana e dei suoi dialetti, Torino, Einaudi, 3 voll., vol. III, §1108, p. 427.
cite-note-22. mw5qFilippo Chiappini, mw5gVocabolario romanesco, Roma, Il cubo, 1992, pp. 108-9, mw5wad vocem.
cite-note-33. "...i suoi [del Re d'Italia] attuali consiglieri non vedono altre utili riforme che la pizzarda pei generali invece dell'elmo, e la risurrezione dei tamburi nei reggimenti, e dei Giolitti nel governo ecc. ecc.", Carlo Dossi, mw6wNote azzurre, a cura di mw7aDante Isella, Milano, Adelphi, 1964, voll. 2, II vol., p. 871.
cite-note-44. mw8aGerhard Rohlfs, mw8qGrammatica storica della lingua italiana e dei suoi dialetti, Torino, Einaudi, 3 voll., vol. III, §1095, p. 416.
cite-note-55. mw9qBruno Migliorini, mw9gStoria della lingua italiana, Milano, Bompiani, 1994, p. 652. Questa spiegazione etimologica è condivisa da mw9wManlio Cortelazzo, Paolo Zolli, mw-aDELI - Dizionario Etimologico della Lingua Italiana, Bologna, Zanichelli, 1999 (2ª edizione), p. 1207, mw-qad vocem.
cite-note-66. mw-qFilippo Chiappini, mw-gVocabolario romanesco, Roma, Il cubo, 1992, p. 109, mw-wsub vocem "pizzardone".
cite-note-77. mwaqmGiovanni Gherardini, mwaqqSupplimento a' vocabolari italiani, Milano, Dalla stamperia di Gius. Bernardoni di Gio., 1852-57, voll. 6, II vol. (C - E), p. 438.
cite-note-88. Grazia Valci, mwaqgRoma Rugantina, Roma, Gremese, 1985, p. 92.
cite-note-99. mwaqw (mwaq0mwaq4PDFmwaq8) mwaraFabio Rossi, mwareCinema e letteratura: due sistemi di comunicazione a confronto, con qualche esempio di trasposizione testuale
cite-note-1010. mwaruGrazia Deledda, mwaryNostalgie: romanzo, Firenze, Nuova Antologia, 1905, p. 23.
cite-note-1111. mwaroEdmondo De Amicis, mwarsUltime pagine di Edmondo De Amicis, Milano, Treves, 1908, 3 voll., vol. II, p. 149.
cite-note-1212. mwar8Ardengo Soffici, mwasaOpere, Firenze, Vallecchi, 1959-68, 7 voll., vol. VI, p. 267.
cite-note-1313. mwasqAlfredo Panzini, mwasuIl ritorno di Bertoldo, Milano, Mondadori, 1936, p. 20.
cite-note-1414. mwaskCurzio Malaparte, mwasoBattibecco, Firenze, Vallecchi, 1967, p. 253.
cite-note-1515. mwas4Carlo Emilio Gadda, mwas8Il palazzo degli ori, Torino, Einaudi, 1983, p. 48.
cite-note-1616. Antonio de Curtis, mwatmTutto Totò, Roma, Gremese, 1991, p. 292.
cite-note-1717. mwatcDario Fo, mwatgLe commedie di Dario Fo, Torino, Einaudi, 1975 (2ª ed.), p. 50.

Bibliografia

• Alessandro Aresti, mwat0Pizzardone, in mwat4Itabolario, a cura di mwat8Massimo Arcangeli, Carocci, 2011, pp.mwaua 40–42.
• mwauiManlio Cortelazzo, Paolo Zolli, mwaumDELI - Dizionario Etimologico della Lingua Italiana, Zanichelli, 1999 (2º ed.), p.mwauq 1207, mwauuad vocem.
• Italo Gayno-Airaldi, mwaucPizzardone che fu..., Tip. Italstampa, 1953.
• mwaukTullio De Mauro, mwauoDizionario della Lingua Italiana, Paravia, 2008.
• mwauwNicola Zingarelli, mwau0Vocabolario della Lingua Italiana, Zanichelli, 2008.

Voci correlate

• Feluca (abbigliamento)
• mwavmVigile urbano

Collegamenti esterni

• citereftreccani-pizzardonePizzardone, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.